Forse non tutti sanno che in Italia…

 

COMUNICATO STAMPA

Scoprire le destinazioni minori, lo dice il Ministero del Turismo, lo ribadisce il libro di Isa Grassano “Forse non tutti sanno che in Italia…”, presentato ieri sera alle Terme Luigiane ad Acquappesa con il patrocinio del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa”.

«Non solo spiaggia, sole e abbronzatura. La stagionalità turistica deve aprirsi ad altri interessi culturali, interessi legati alla storia, alle tradizioni, agli incontri con le persone del posto, al vivere un’esperienza». Ne è convinta Sonia Ferrari, docente di marketing turistico presso l’Università della Calabria che è intervenuta alla presentazione del libro di Isa Grassano “Forse non tutti sanno che in Italia…” (edizioni Newton Compton),organizzata dalle Terme Luigiane di Acquappesa, tra i più antichi centri termali d’Italia, le cui acque sono state citate già da Plinio il Vecchio, con il patrocinio del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” di Cosenza. «Quest’anno – ha aggiunto Ferrari – è l’anno del turismo sostenibile e il nostro Ministero del Turismo ha decretato anche il 2017 come l’anno dei borghi, ovvero di quelle destinazioni minori ma anche più interessanti. E il libro della giornalista Isa Grassano mira a scoprire proprio questi aspetti nuovi e originali di luoghi conosciuti o gli aspetti meno noti del nostro Belpaese».

«L’Italia è bella in ogni angolo, è la patria della storia e del turismo. Il regno dell’arte e delle tradizioni. Il cuore dell’artigianato e della gastronomia imbattibile. Ma accanto a ciò che è noto, visto, vissuto, ogni regione è pronta a svelare qualcosa di insolito, curioso, misterioso, insospettabile. A mettere in mostra uno scrigno di piccoli grandi tesori nascosti», ha detto la giornalista Isa Grassano.

Alla serata evento organizzata hanno partecipato oltre l’autrice, anche Monica Perri, responsabile dell’ufficio stampa dell’Unindustria cosentina e componente del direttivo del Circolo della Stampa “Maria Rosaria Sessa” nel ruolo di moderatrice e Alessia Cipolla, giovane fashion blogger (blog dans la valise) che ha dato consigli di moda per l’autunno che verrà.

 

Protagonista è stata la Calabria con le sue bellezze nascoste. Isa Grassano ha parlato della grande Certosa di Serra San Bruno (a quarantacinque chilometri a sud-est di Vibo Valentia) che assomiglia – per dirla con le parole dell’archeologo francese Léon Palustre de Montifaut – a «una città fortificata, con i suoi baluardi, i suoi bastioni, le sue torri». Ha raccontato le leggende e i miti che ruotano attorno alle origini di Capo Vaticano, promontorio situato di fronte allo Stromboli e alle isole Eolie. Si è soffermata sui benefici della silvoterapia, da praticare  all’interno della Riserva Naturale “I Giganti della Sila – Fallistro”, affidata in gestione al Fai (Fondo Ambiente Italiano): abbracciare gli alberi riduce lo stress.

La presentazione è stata anche l’occasione per parlare di giornalismo con i cambiamenti legati al web e ai social network. Non sono mancate poi le segnalazioni di cose curiose sparse qua e là nella nostra Italia.  E’ il caso della puntualizzazione della moderatrice Monica Perri che ha sottolineato come “la presentazione del libro ha offerto l’occasione per parlare di turismo, una risorsa straordinaria per lo sviluppo dell’economia meridionale. I dati Istat confermano che c’è un incremento di turisti al Sud, anche di stranieri. La Calabria fa registrare valori positivi. Occorre assecondare questo trend, qualificare l’offerta turistica, investire nella formazione di cultura manageriale e nella promozione efficace ed innovativa del territorio”. Mentre Alessia Cipolla riferendosi alla storia di Guardia Piemontese ha tenuto a sottolineare: “E’ curioso pensare che una città così piccola abbia una storia così grande, che una realtà così poco conosciuta possa trovare il suo giusto posto in un’opera di così ampio respiro come quella di Isa Grassano. Abbiamo la fortuna di avere una terra meravigliosa e completa, dove la ricchezza si traduce in cultura, bellezza, natura e benessere, grazie alle Terme Luigiane, la più antica e rinomata stazione di cura della Calabria”.

Franco Bartucci

 

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